Articoli e pubblicazioni

Alcuni docenti del Paleocapa associano alle istituzionali attività di insegnamento in classe attività di ricerca che si concretizzano con la pubblicazione di articoli che rendiamo disponibili alla lettura.

 

La prestigiosa rivista "Physics Education" ha recentemente pubblicato un articolo che presenta una interessante esperienza didattica svolta nel nostro Liceo.

L'articolo presenta un percorso di Ottica Fisica svolto dalla professoressa Maria Rosa Fontolan durante l'anno scolastico 2019-2020 nella classe 4A SA.

La caratteristica interessante di questa unità di apprendimento è l'essere iniziata in presenza e poi portata a termine in didattica a distanza. 

La tecnica del " backward design" utilizzata per la progettazione iniziale del percorso, ha facilitato la rimodulazione per il proseguimento in DAD. Il metodo di apprendimento scelto: "inquiry-based learning", ha costituito una sfida per i docenti nel momento in cui hanno dovuto trasferire a distanza l'approccio di sperimentazione e scoperta. Il lavoro si è svolto nell'ambito del progetto "Collabora" del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Padova. "Collabora" è una comunità costituita da docenti di scuola superiore, docenti  e ricercatori universitari,  che si confrontano e condividono percorsi di didattica della Fisica, oltre alla passione per la materia stessa e per l'insegnamento.

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La violenza di genere è a tutt’oggi un grave problema sociale.

Purtroppo, essa non avviene solo nel mondo reale, ma anche in quello virtuale, dove si ferisce, si umilia, si degrada la vittima con attacchi verbali, foto offensive della dignità e irrispettose della privacy.
Le conseguenze drammatiche sono risapute, i telegiornali ne parlano spesso. Educare i giovani al rispetto di sé e del prossimo è compito delle famiglie e della scuola.

Questo male può essere estirpato solo sensibilizzando i ragazzi su tale problema e istruendoli sulle leggi che tutelano le vittime di violenza.

La prof.ssa G. Patrizia Platania ha trattato il tema sulla violenza di genere durante le ore di educazione civica, affrontando lo studio della Legge n. 69 del 19/7/2019 detta Codice Rosso, come dal suo articolo pubblicato dall’Editore Simone nella sua rivista di aggiornamento e approfondimento di Diritto.

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La Divina Commedia è tra le opere fondanti della letteratura italiana.

Il Liceo scientifico “P.Paleocapa”, che mira ad offrire agli studenti una formazione di alto livello, ha sempre dato particolare attenzione all’opera di Dante Alighieri.

La prof.ssa G. Patrizia Platania, docente dell’Istituto, nel suo “Il viaggio di Dante… mitico!”, pubblicato, oggi, dall’Editore Simone per la scuola, narra le straordinarie avventure vissute dal poeta.

La forma adottata, romanzata e inedita, non ha compromesso, tuttavia, l’attenzione filologica alla Commedia. Il racconto ricostruisce in maniera fedele, chiara e precisa l’itinerario del più bel viaggio di tutti i tempi, permettendo di veicolare le critiche dei commentatori attraverso le riflessioni che il nostro protagonista è portato a fare in ogni circostanza o situazione vissuta.

È lo stesso Dante, tornato a noi con le informazioni dell’uomo di oggi, che accompagna il lettore per mano e lo conduce nel mondo dove lui visse, quello concepito nel Medioevo; gli fa conoscere a fondo i diversi luoghi e le storie dei vari personaggi.

Lo stile è immediato, brioso, sorprendentemente ironico e si presta ad una commedia che tocca la sensibilità umana sotto diversi aspetti: ora lascia spazio a momenti divertenti, ora a momenti che scuotono l’animo nel profondo. 

Il racconto è accattivante e magnetico perché permette al lettore di immedesimarsi, emozionandosi per le stesse sensazioni di gioia, sconforto, stupore o dolore provate, passo dopo passo, dal sommo poeta.

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L’articolo affronta la figura del grande artista collocandolo nel delicato momento storico di trapasso dall’Età di Lorenzo il Magnifico, nella quale nasce e si forma, a quella degli albori dell’Età moderna e del Rinascimento maturo, del quale è indiscusso protagonista.

La seconda metà del Quattrocento è per l’Italia un periodo di stasi politica e perdita di dinamismo, che si traduce in quel particolare clima filosofico e culturale dominato dalla filosofia neoplatonica.

Questa particolare atmosfera, che caratterizza la cerchia del Magnifico, vede Botticelli come massimo rappresentante. La sua è un’arte che sostanzialmente elude il problema del rapporto tra mezzi di conoscenza e realtà, confinandosi nell’esaltazione moraleggiante e nostalgica di un Antico come Età dell’Oro, dominio del Bello e della Virtù, ma proprio per questo ormai lontano e irraggiungibile. L’Antico del Magnifico e di Botticelli funge da compensazione nei confronti di una realtà sentita come deludente e si allontana da quel senso dell’attualità della riscoperta dei classici e di viva competizione che aveva invece animato la prima età dell’Umanesimo.

Leonardo, cogliendo il limite del Neoplatonismo fiorentino proprio nella sua natura di ripiegamento interiore e letterario riporta l’attenzione sulla necessità di un’arte concreta e sperimentale, capace, se necessario, di tradire la lettera dei modelli antichi per riproporne lo spirito innovativo. Per far questo approfondisce l’atteggiamento sperimentale e empirico del suo maestro Verrocchio, cercando non l’uomo ideale ma quello reale, non l’evocazione ma l’individuo storico. Ne segue una concezione del Bello diversa da quella neoplatonica e botticelliana, senza rimpianti o tormenti morali. Allo stesso modo, nel suo riportare l’attenzione sull’esperienza come base di ogni conoscenza, Leonardo rende più concreta la prospettiva, limitandone il fondamento matematico-geometrico e sviluppandone invece la dimensione fisica e percettiva. Tutto questo è reso possibile da un’idea di scienza da intendere non come rivelazione dell’Essere bensì come metodologia della conoscenza, tanto aperta e progressiva quanto tendenzialmente anti-metafisica. Sta in questo la sua modernità.

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Dallo spettro all’atomo: una sequenza di insegnamento apprendimento basata sull’ “investigazione”.

Questo articolo espone un percorso di Fisica moderna svolto nella classe 5 A LS nell’a.s. 2019-20. L’argomento riguarda il ruolo degli spettri atomici nella costruzione del modello atomico di Bohr.

Il metodo scelto è l’Inquiring based learning (IBL) basato sull’investigazione. Gli studenti partono dall’osservazione di un fenomeno, si pongono domande, formulano ipotesi, le verificano attraverso gli esperimenti e ne discutono i risultati. In questo modo è l’esperienza diretta la chiave per comprendere i fenomeni e sono gli studenti stessi i costruttori della loro comprensione del mondo.

In questo percorso gli studenti hanno costruito uno spettroscopio con materiale povero: cartoncino e reticolo di diffrazione. Hanno utilizzato lo strumento per osservare sorgenti luminose tra cui lampade spettrali. L’approccio spettroscopico si è prestato bene per indirizzare gli studenti verso un modello atomico a energia quantizzata. Il percorso ha previsto lavori di gruppo e pre-test prima del laboratorio, schede di lavoro durante le varie fasi e lavori di gruppo e post-test al termine.

Il momento più significativo è stato il lavoro di gruppo post laboratorio in cui gli studenti dovevano interpretare le osservazioni sperimentali e confrontarle con le equazioni del modello di Bohr.

Il percorso è stato realizzato nell’ambito del progetto “Collabora” del dipartimento di Fisica dell’Università di Padova. Collabora è costituito da professori e ricercatori universitari in didattica della Fisica e docenti di scuola secondaria. La collaborazione e il confronto Scuola-Università hanno lo scopo di migliorare l’apprendimento della Fisica nella scuola secondaria.

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Articolo Pavarin

Un’esperienza di studio sulla Crittografia

Nei primi anni 2000 il Liceo ha aderito al Progetto Lauree Scientifiche, una serie di azioni promosse dal Ministero dell’Istruzione e dedicate agli studenti di tutte le scuole italiane; venivano proposte attività laboratoriali nelle discipline scientifiche cosiddette “dure”, cioè Fisica, Matematica, Chimica anche al fine di favorire l’iscrizione di giovani studenti ai corrispondenti corsi universitari. Queste azioni erano condotte in collaborazione tra l’Università e la Scuola secondaria.

Gli argomenti sviluppati, dal 2005 al 2013, nella nostra scuola, hanno spaziato dalla Crittografia, alla Dinamica dei Sistemi Fisici, alla Statistica applicata.

Il grande interesse suscitato dalla proposta si è concretizzato nella partecipazione pomeridiana di decine di studenti alle varie attività, condotte assieme da docenti universitari e docenti della scuola; la curiosità verso gli argomenti, il livello degli esperti, l’utilizzo di software dedicato, la metodologia della scoperta e condivisione dei tentativi e delle scoperte, hanno creato un clima adatto alla comprensione del metodo scientifico. Molti di questi studenti hanno poi intrapreso una carriera universitaria nei settori sopra citati.

Un effetto non secondario è stata, poi, l’utilizzo e la produzione di materiali relativi ai corsi, ancora a disposizione della comunità scolastica nella piattaforma Moodle del Liceo.

Quella di seguito è una semplice riflessione sull’esperienza di un docente relativa all’affascinante tema della Crittografia: un esempio di come la Matematica (in particolare quella dei numeri primi) sia non solo appassionante ma abbia importanza strategica, tra l’altro, nei protocolli di sicurezza delle comunicazioni che ogni giorno coinvolgono quasi tutte le nostre attività.

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